
Sui campi di Roland-Garros, li riconosciamo per la loro corsa millimetrica tra due punti. Accovacciati, concentrati, i raccattapalle garantiscono una logistica visibile a milioni di telespettatori. La loro retribuzione, invece, rimane un argomento poco chiaro per la maggior parte degli spettatori. Tra volontariato assunto, vantaggi in natura e un dibattito giuridico emergente, la realtà di questo ruolo merita di essere esaminata.
Statuto giuridico dei raccattapalle: volontari, non dipendenti
Iniziamo dal punto che sorprende di più: i raccattapalle a Roland-Garros non ricevono alcuno stipendio. Essendo di età compresa tra i 12 e i 16 anni, la legislazione francese vieta la loro retribuzione in questo contesto. Non hanno un contratto di lavoro con la federazione.
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Il loro statuto ufficiale è quello di volontari. Niente busta paga, niente cedolino, niente contributi. La Federazione francese di tennis (FFT) inquadra la loro partecipazione come un’esperienza educativa e sportiva, il che la colloca al di fuori del diritto del lavoro classico.
Questo punto è tutt’altro che aneddotico, considerando che il torneo genera entrate considerevoli ogni anno. Ci torneremo più avanti. Per comprendere meglio il salario dei raccattapalle nel tennis, bisogna prima accettare che, nel senso stretto, questo stipendio non esiste.
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Vantaggi in natura a Roland-Garros: cosa ricevono realmente i raccattapalle
L’assenza di retribuzione non significa che i raccattapalle tornino a casa a mani vuote. La FFT ha progressivamente arricchito un pacchetto di vantaggi in natura che costituisce, di fatto, l’unica contropartita materiale del loro impegno.
Ecco cosa viene concretamente attribuito loro:
- Almeno due divise complete e un paio di scarpe fornite dai fornitori ufficiali del torneo, mantenute alla fine della quindicina.
- Una grande serata di chiusura del torneo con consegna di premi: racchette, borse, gadget di marca, e a volte biglietti per assistere a partite in tribuna.
- La copertura totale in loco durante tutta la durata del torneo (non devono sborsare nulla: pasti, trasporti, attrezzature).
Questo pacchetto si è arricchito nel corso delle edizioni, al punto da assomigliare a una forma di valorizzazione materiale strutturata. Per un adolescente appassionato di tennis, il valore percepito di questi vantaggi supera di gran lunga il loro costo reale.
Confronto con l’US Open
Il modello americano funziona in modo diverso. All’US Open, i raccattapalle (chiamati “ball persons”) possono avere tra i 14 e i 75 anni. Migliaia di candidati si presentano ogni anno, provenienti da tutto il paese. Il processo di selezione è descritto come lungo e molto esigente: velocità, agilità, riflessi e capacità di integrarsi nel contesto del torneo.
I feedback variano su questo punto, ma alcune fonti indicano che i raccattapalle dell’US Open ricevono una compensazione finanziaria, a differenza del modello francese. Lo statuto cambia a seconda del torneo e del paese, il che rende qualsiasi generalizzazione rischiosa.
Volontariato o lavoro mascherato: il dibattito giuridico attorno ai raccattapalle
Questo è l’angolo meno trattato eppure il più concreto dal punto di vista giuridico. Analisi specializzate mettono in discussione la frontiera tra esperienza educativa e lavoro nascosto in un evento molto redditizio.
I raccattapalle sono soggetti a orari imposti. Le loro missioni sono codificate (gestione delle palline, degli asciugamani, degli ombrelloni). Seguono una formazione specifica prima del torneo. In altre parole, le condizioni assomigliano a quelle di un posto regolamentato, con subordinazione e vincoli orari.
La questione del lavoro mascherato in un contesto di volontariato si pone con ancor più urgenza dato che i raccattapalle sono minorenni. Il diritto sociale francese è rigoroso sull’impiego di minori di 16 anni, anche nel contesto di eventi sportivi. La FFT è stata infatti costretta ad adattare i suoi dispositivi per rimanere nel quadro legale.
Cosa dice la normativa sul volontariato dei minorenni
Il volontariato dei minorenni non è vietato in Francia, ma deve rispettare diverse condizioni: assenza di un legame di subordinazione caratterizzato, assenza di contropartita assimilabile a uno stipendio e consenso dei genitori. La difficoltà, per i raccattapalle, sta nel fatto che le loro missioni sono molto regolate e i loro orari fissi, due elementi che avvicinano la loro attività a una prestazione lavorativa.
Nessun contenzioso è giunto a conclusione fino ad oggi su questo argomento specifico, ma il dibattito giuridico esiste e guadagna visibilità nei circoli specializzati in diritto sportivo.

Selezione e formazione dei raccattapalle a Roland-Garros
Si parla di 280 raccattapalle mobilitati per l’edizione 2026. La selezione avviene attraverso i club affiliati alla FFT e implica diverse fasi: test fisici, valutazione della reattività e sessioni di allenamento in campo.
Le qualità ricercate sono precise:
- Rapidità di movimento e capacità di anticipare la traiettoria delle palline.
- Assoluta discrezione durante gli scambi (non disturbare mai il gioco).
- Resistenza fisica per affrontare diverse ore in condizioni meteorologiche talvolta difficili.
La formazione dura diverse settimane prima dell’inizio del torneo. Si è lontani da un semplice ruolo di comparsa: i raccattapalle seguono un protocollo tanto codificato quanto quello degli arbitri di sedia.
Per molti giovani giocatori, questa esperienza rappresenta un primo contatto diretto con il tennis professionale. Alcuni ex raccattapalle testimoniano che questa immersione ha orientato il loro percorso sportivo o la loro carriera nell’organizzazione di eventi.
Il modello francese rimane singolare nel circuito mondiale. Da un lato, un’assenza totale di retribuzione assunta dalla federazione. Dall’altro, un dispositivo di vantaggi in natura e un’esperienza formativa che attirano ogni anno molti più candidati rispetto ai posti disponibili. La pressione giuridica sullo statuto di questi giovani volontari potrebbe, nel tempo, far evolvere questo funzionamento.