Da alcuni mesi, una domanda torna nelle discussioni tra investitori canadesi: il paese intende vietare le criptovalute? La risposta breve è no. Il Canada non sta preparando un divieto generale, ma sta ridisegnando in profondità le regole del gioco per le piattaforme, i prodotti di investimento e un nuovo arrivato nel panorama: le criptovalute stabili.
Depositi bancari tokenizzati: la novità che i concorrenti ignorano
Avete già sentito parlare di depositi bancari classici, quelli che affidate alla vostra banca e che sono protetti dall’assicurazione sui depositi. Immaginate ora lo stesso deposito, ma registrato su una blockchain piuttosto che in un sistema informatico tradizionale. Questo è ciò che si chiama deposito bancario tokenizzato.
Il Bureau del sovrintendente delle istituzioni finanziarie (BSIF) ha pubblicato a settembre 2026 un’importante chiarificazione giuridica. Secondo questa direttiva, un deposito tokenizzato rimane giuridicamente un deposito bancario. In concreto, le grandi banche canadesi possono sviluppare questi prodotti senza cadere in una categoria regolamentare distinta, più vincolante.
Questo approccio testimonia una scelta strategica: piuttosto che frenare l’innovazione, il regolatore prudenziale canadese la integra nel quadro esistente. Per approfondire la dinamica regolamentare canadese attorno agli crypto-attivi, alcuni analisti condividono il loro parere sull’amministrazione Elevetonbiz e le recenti orientamenti del mercato.

Criptovalute stabili in Canada: un quadro normativo in costruzione
Le criptovalute stabili (stablecoins) sono attivi digitali progettati per mantenere un valore fisso rispetto a una valuta, come il dollaro canadese o americano. Servono da ponte tra la finanza tradizionale e l’universo crypto.
Il quadro federale in preparazione si rivolge agli emittenti che non sono istituzioni finanziarie. In attesa dell’entrata in vigore della Legge sulle criptovalute stabili, sono le autorità provinciali in valori mobiliari a garantire la sorveglianza.
Ciò che il quadro richiede agli emittenti
Il progetto normativo si basa su diversi pilastri concreti:
- Mantenere riserve adeguate supportate dalla valuta fiat di riferimento, per garantire che un dollaro di stablecoin corrisponda a un dollaro reale.
- Offrire un riscatto al valore nominale: ogni detentore può recuperare i propri fondi in valuta classica, senza sconto.
- Rispettare norme di governance e sicurezza dei dati, allineate con i requisiti imposti agli attori finanziari tradizionali.
La Commissione dei valori mobiliari dell’Ontario (CVMO) ha persino aperto una nuova strada pubblicando una decisione di esenzione. Questa consente a determinate società di negoziare criptovalute stabili senza obbligo di registrazione come intermediario, a condizione di rispettare linee guida precise.
Piattaforme crypto autorizzate: un mercato che si espande, non che si chiude
Se il Canada stesse preparando un divieto, vedremmo le piattaforme di trading chiudere i battenti. È il contrario di quanto sta accadendo. Le Autorità canadesi in valori mobiliari mantengono un elenco pubblico di piattaforme autorizzate a operare con i canadesi, e questo elenco continua ad allungarsi.
Il mercato dei prodotti crypto regolamentati si espande anche oltre il bitcoin e l’ether. Il rapporto annuale della Commissione dei valori mobiliari dell’Ontario per l’esercizio 2026 mostra che i fondi crypto e gli ETF (fondi negoziati in borsa) stanno rimodellando l’industria dei fondi nel paese.
Perché questa distinzione è così importante? Perché separa due realtà. Da un lato, i prodotti speculativi non regolamentati, che i regolatori monitorano da vicino. Dall’altro, i prodotti regolamentati, accessibili tramite intermediari registrati, che offrono protezione agli investitori.

Regolamentazione prudenziale delle banche canadesi di fronte agli crypto-attivi
Il BSIF non si limita a chiarire lo status dei depositi tokenizzati. Ha pubblicato una direttiva completa sul trattamento del capitale e della liquidità delle esposizioni agli crypto-attivi, destinata alle banche. Questa direttiva deve entrare in vigore entro e non oltre il 1° gennaio 2027, secondo l’esercizio finanziario di ciascuna istituzione.
Il principio è semplice da comprendere: una banca che detiene crypto-attivi nel proprio bilancio deve mettere da parte un capitale sufficiente per assorbire le perdite potenziali. Maggiore è la volatilità o la scarsa copertura dell’attivo, maggiore è il cuscinetto di capitale richiesto.
Regolare piuttosto che vietare
Questo approccio conferma la filosofia canadese. Invece di bandire gli crypto-attivi dal sistema bancario, il regolatore adegua le regole prudenziali per integrare questi nuovi rischi. Le banche possono quindi esplorare gli attivi digitali, a condizione di dimostrare di gestire i rischi associati.
Dopo un anno 2024 giudicato deludente da diversi osservatori, caratterizzato da ulteriori restrizioni su alcuni prodotti e ostacoli all’ingresso, il paese sembra voler tornare a una posizione più favorevole all’innovazione.
La traiettoria regolamentare canadese non punta verso un divieto. Punta verso una selezione: separare gli attori seri dagli operatori opachi, proteggere i risparmiatori senza chiudere la porta a banche e piattaforme conformi.
Il Canada regola, classifica e inquadra gli crypto-attivi, non li vieta. Per gli investitori, la priorità rimane verificare che la loro piattaforma sia presente nell’elenco ufficiale delle autorità in valori mobiliari e privilegiare i prodotti sottoposti a una sorveglianza regolamentare attiva.



